Vuole un caffè? Si ma senza zucchero grazie

Ho ironizzato di proposito con il titolo per porre l'attenzione verso una bevanda che in passato é stata sottoposta a critiche, confermate su numerosi studi che hanno demonizzato per tanto tempo il caffé. Per anni alcuni ricercatori hanno sostenuto che: aumentava la pressione sanguigna, quindi il rischio di malattie cardiovascolari, causava insonnia e addirittura il cancro. Come riportano la Dott.essa Chiara Manzi su Il Fatto Alimentare e la Dott.essa Stefania Brescia sul sito Sicurezza Nutrizionale, in cui citano un report dell'EFSA dove l'acrilammide, un composto mutageno e cancerogeno, é maggiore nel caffè istantaneo di quasi tre volte rispetto al caffè tostato. Sotto, immagine 1) sono riportati i valori di acrilammide contenuti nei vari alimenti. Dati EFSA.
Nella seconda immagine, sono stati pubblicati i valori di esposizione suddivisi per fasce d'età. Dati EFSA.
Ma una volta terminate, alcune bevande di caffè tostato contengono livelli di acrilammide più elevati di quello istantaneo. Tuttavia, l'OMS per conto dello IARC, ha escluso la bevanda tra i possibili cancerogeni. Secondo Robert Shmerling, M.D. Professore associato di Medicina presso la Harvard Medical School, il consumo medio di caffè (tre tazze al giorno) è stato associato a una longevità maggiore. Infatti, uno studio pubblicato nel novembre del 1995 sulla rivista Circulation, ha scoperto che il consumo di caffè è connesso a un minore rischio di mortalità, tra l'8% el 15% (con riduzioni maggiori per quelli che assumevano dosi più elevate), mentre un ampio studio di coorte condotto in 10 Paesi europei su 520.000 soggetti, ha osservato una riduzione della mortalità del 25% nelle persone che bevevano in media tre tazzine al giorno. Altri studi, condotti su afro-americani, nippo-americani, latini e caucasici, hanno scoperto che i bevitori di caffè potrebbero avere un rischio ridotto di: Malattie cardiovascolari (incluso l'infarto, insufficienza cardiaca e ictus), Diabete di tipo 2, Morbo di Parkinson, Cancro dell'utero e del fegato, Cirrosi e Gotta. La causa di questi benefici per ora è sconosciuta. Un fattore, ovviamente, potrebbe essere la caffeina, ma questo può essere difficile da individuare, perché molti studi non distinguono se il caffè è caffeinato o decaffeinato. L'OMS non è l'unico Istituto a includere il caffè nella sua lista di alimenti innocui e probabilmente sani. La Dietary Guidelines Advisory Committee  del 2015 (commissionata dai segretari del Dipartimento di salute e dei servizi umani americani e dal Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti) ha esaminato approfonditamente le prove e ha dichiarato che "il consumo moderato di caffè (da tre a cinque tazze al giorno), non nuoce alla salute e apporta dei benefici". E il World Cancer Research Fund International, ha concluso che il consumo di caffè é correlato ad un minor rischio di contrarre diversi tipi di cancro. Elenchiamo alcuni dei benefici che possiamo avere con l'assunzione quotidiana e moderata di caffè.  1) Il caffè aumenta le prestazioni fisiche. Bere una tazza di caffè nero circa un'ora prima dell'allenamento può migliorare la tua prestazione dell'11-12%. La caffeina aumenta i livelli di adrenalina nel sangue. L'adrenalina è l'ormone del combattimento che aiuta a prepararsi all'esercizio fisico. 2) Il caffè contiene magnesio e potassio, che riducono la sensazione di fame contribuendo a normalizzare la produzione dell'insulina, regolando i livelli dello zucchero nel sangue e riducendo il desiderio di assumere dolci. 3) Il caffè aiuta a bruciare i grassi. La caffeina contribuisce all'utilizzo degli adipociti (cellule di grasso) come combustibile per l'allenamento, riducendone la dimensione. 4) Il caffè aumenta la capacità di concentrazione e di attenzione. 5) Il caffè riduce il rischio di morte. Alcuni studi  hanno dimostrato che il rischio di morte prematura nei consumatori abituali (3 o 5 tazze) è inferiore del 25% rispetto a quelli che non bevono caffè. 6) Il caffè riduce il rischio di cancro. Uno studio ha dimostrato che il caffè può ridurre il rischio di sviluppare il tumore della prostata negli uomini del 20% e il cancro endometrico nelle donne del 25%. Le persone del gruppo di prova hanno bevuto quattro tazze di caffè al giorno. La caffeina può anche impedire lo sviluppo di carcinoma basocellulare, il tipo più comune di cancro della pelle. 7) Il caffè riduce il rischio di ictus. Il consumo ragionevole di caffè (2-4 tazze al giorno) è associato con un rischio minore di ictus. 8) Il caffè riduce il rischio di sviluppare il Parkinson. Alcuni studi hanno dimostrato che il consumo regolare di caffè riduce il rischio del Parkinson del 25%. Ci sono prove che il caffè provochi attività nella parte del cervello affetto da Parkinson. 9) Il caffè può ridurre il rischio di contrarre il diabete di tipo II. La caffeina diminuisce la sensibilità dell'insulina e pregiudica la tolleranza al glucosio, riducendo quindi il rischio di diabete di tipo 2. Tuttavia, se aumentiamo le dosi, una revisione quantitativa di studi clinici randomizzati, dimostra che, in media, il consumo di sei tazze di caffè è stato significativamente associato ad un aumento del colesterolo totale (11,8 mg/dl), del colesterolo LDL (6,5 mg/dl) e dei trigliceridi (5,9 mg/dl), ma non del colesterolo HDL (0,2 mg/dl). Contrariamente a quanto si pensi, uno studio pubblicato su The British Medical Journal, suggerisce che, una moderata riduzione dell'assunzione della caffeina nella seconda metà della gravidanza non ha alcun effetto sul peso alla nascita o sulla durata della gestazione. Un ultimo studio che ha analizzato 201 meta-analisi pubblicato sempre  sull'autorevole rivista British Medical Journal, afferma che l'assunzione da tre a quattro tazze di caffè al giorno riduce del 19% la mortalità causata da malattie cardiovascolari, del 16% la mortalità causata da patologie coronariche e del 30% la mortalità per ictus  Quindi, bere il caffè ma con moderazione. Da quali elementi é composto il caffé? E quali sono i valori nutrizionali?
Una singola tazza di caffè contiene:

 
Riboflavina (vitamina B2): 11% dell'RDA.
 
Acido pantotenico (vitamina B5): 6% dell'RDA.
 
Manganese e potassio: 3% dell'RDA.
 
Magnesio e niacina (B3): il 2% dell'RDA. 

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