L'olio di palma non nuoce alla salute più del burro e delle margarine



Effetti dell'Olio di Palma sulla salute. Risultati a confronto sugli studi presentati al convegno organizzato dalla Nutrition Foundation of Italy.  
 Prima di tutto, vorrei precisare che, nonostante i grassi vengano spesso demonizzati, senza grassi non possiamo vivere in salute, in quanto l'assenza o la limitazione determina una riduzione del testosterone. Posso capire la limitazione dell'uso a causa del disboscamento, questo é un problema serio che andrebbe affrontato, ma i danni alla salute sono tutti da stabilire. Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica British Medical Journal dimostra che i grassi saturi non sono stati associati a tutti i casi di mortalità dovuti alla Cardiopatia Ischemica CHD (Coronary Heart Disease), alle Patologie Cardiovascolari (CVD) o al diabete di tipo II, in quanto le prove sono eterogenee con limitazioni metodologiche. Solo ai grassi trans, sono stati associati tutti i decessi causati alla Cardiopatia Ischemica (CHD). Per quanto riguarda l'olio di palma uno studio pubblicato sulla rivista International Journal of Food Sciences and Nutrition, sottoscritto da 24 nutrizionisti italiani afferma in sintesi che: “Non c'é nessun pericolo specifico per la salute, in quanto, non esiste alcuna prova di effetti nocivi causati dal consumo dell'olio di palma rispetto ad altri alimenti ricchi di acidi grassi saturi”. L’EFSA nel suo studio: Risks for human health related to the presence of 3- and 2-monochloropropanediol (MCPD), and their fatty acid esters, and glycidyl fatty acid esters in food, non afferma che questo tipo di olio causi patologie tumorali, ma elenca alcune ricerche condotte tra l'altro su animali in laboratorio, quindi non sull'uomo, e sui potenziali effetti della trasformazione dei glicidi esterni in glicidolo, processo che avviene durante la digestione. Marco Silano dell’Istituto Superiore di Sanità ad Alice Pace afferma su Wired: "Sono anni ormai che questi composti sono stati monitorati e che si studia la loro presenza negli alimenti. E non solo nell’olio di palma, bensì di tutti gli olii vegetali raffinati. Tuttavia, nonostante gli effetti sugli animali, va precisato che non esistono a oggi dati che correlino l’uso dell’olio di palma all’insorgenza di tumori nell’uomo. Il rapporto dell’EFSA non dice nemmeno che se si consumano alimenti con olio di palma si aumentano le probabilità di ammalarsi di cancro. Non lo dice per due ragioni fondamentali: la prima è che a oggi non ci sono dati scientifici sufficienti per stabilire una correlazione tra tumori e consumo di oli vegetali raffinati, la seconda è che un tumore si sviluppa di solito in concomitanza di più cause, dalla predisposizione per come si è fatti ai fattori ambientali". L'importante é di non superare la RDA e i LARN, cioè la dose giornaliera raccomandata e i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana. Infatti uno studio pubblicato su Journal of Nutrition, effettuato in Costa Rica, e l'America Heart Association, consigliano di limitarne l'assunzione giornaliera e settimanale, specialmente in soggetti che sono predisposti all'ipercolesterolemia, quindi una persona sana se mangia saltuariamente cibi contenenti olio di palma non é più predisposto di altri a patologie cardiovascolari e tumorali. Questo é stato confermato anche da uno studio effettuato dal Dipartimento di Scienza e Medicina Agricola Alimentare e Nutrizionale dell'Università di Alberta, che afferma: "Sebbene l'acido palmitico non abbia effetti ipercolesterolemici qualora l'assunzione di acido linoleico sia superiore al 4,5 % dell'energia, solo nel caso in cui la dieta contenesse acidi grassi trans aumenterebbe il colesterolo "cattivo" (LDL) e si ridurrebe quello "buono" (HDL)". Anche i ricercatori italiani dell'Istituto Mario Negri confermano in un altro studio pubblicato su International Journal of Food Sciences and Nutrition quanto scritto sopra: "Per quanto riguarda la possibile insorgenza di tumori a causa dell'assunzione di olio di palma, gli studi sono scarsi e non vi sono prove convincenti". Ponendo l'attenzione sulle dosi giornaliere dei grassi saturi, che se superate, nel corso degli anni potrebbero aumentare l'insorgenza di patologie cardiovascolari. A settembre del 2015 l'Istituto Superiore di Sanità conclude un suo studio sull'olio di palma affermando che: "Non ci sono evidenze dirette nella letteratura scientifica che l'olio di palma, come fonte di acidi grassi saturi, abbia un effetto diverso sul rischio cardiovascolare rispetto agli altri grassi con simile composizione percentuale di grassi saturi e mono/poliinsaturi, quali, ad esempio, il burro. Il suo consumo non è correlato all'aumento di fattori di rischio per malattie cardiovascolari nei soggetti normo-colesterolemici, normopeso, giovani e che assumano contemporaneamente le quantità adeguate di polinsaturi". Nel maggio del 2016 un rapporto dell'EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) afferma che gli oli vegetali raffinati ad alte temperatura, come l'olio di palma, possono contenere tre sostanze tossiche. Questo rapporto rileva come le sostanze tossiche si formino nel processo di raffinazione ad alte temperature (200 °C) degli oli vegetali. Le sostanze in questione sono: estere glicidico degli acidi grassi (GE), 3-monocloropropandiolo (3-MCPD), 2-monocloropropandiolo (2-MCPD) e loro esteri degli acidi grassi. Ci sono evidenze sufficienti che il glicidolo, precursore del GE sia genotossico e cancerogeno. Il problema riguarderebbe anche altri oli vegetali e le margarine (in gran parte derivate da olii di palma), ma l'olio di palma ne conterrebbe in dosi maggiori. Tuttavia, come mostra il grafico nella figura 3: I livelli di GE negli oli e grassi di palma si sono dimezzati tra il 2010 e il 2015, grazie alle misure volontarie adottate dai produttori. Ciò ha contribuito a un calo importante dell'esposizione dei consumatori a dette sostanze. Per i consumatori di tre anni di età e oltre, le margarine i 'dolci e le torte' sono risultati essere le principali fonti di esposizione a queste sostanze.

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